Intorno ad un tavolo, coperto di linee continue e
tratteggiate, di toponomastica sconosciuta e confini bizzarri, puoi non essere semplicemente
lì, intorno a quel tavolo.
Non lasciamo niente al caso, ci procuriamo tutto ciò che
serve per far in modo di non essere presenti a noi stessi, prova ne sono le 6, forse
7 carte di cui disponiamo, e non ci sono scuse, questa non è più logistica
preventiva, non si tratta di organizzazione meticolosa, questa si chiama consapevole
distacco dalla realtà, lo facevamo già da bambini.
Fermi lì, con il dito puntato su di un risiko senza armate, forse non
saremo più in Kamchatka, ma andremo
nell’Erg Azefal, non sposteremo carri armatini e non conquisteremo
nulla, sì, forse saremo meno impavidi di una volta, ma i dadi, quelli
rossi, ce li porteremo nelle tasche lo stesso perchè in fondo lo
facevamo già da bambini e continueremo a farlo.
Nessun commento:
Posta un commento